La pera nashi

Sana e gustosa, versatile e dissetante!

La storia del nashi

Dal punto di vista botanico il nashi appartiene alla specie Pyrus Pyrifolia.
E’ originario delle zone a clima temperato e subtropicale della Cina orientale. In Cina era coltivato e consumato già circa 3.000 anni fa. Nel I secolo A.c. ai tempi della dinastia Han, esistevano infatti ampie coltivazioni di nashi lungo le rive del fiume Giallo e del fiume Huai.
Nel XIX secolo, durante il periodo della corsa all’oro, il nashi denominato poi “pera cinese”, fu introdotto in America dai minatori cinesi, i quali cominciarono a coltivare questa specie lungo i fiumi della Sierra Nevada. Sul finire del 900 è iniziata la sua coltivazione anche in Europa.
Il frutto, con un lungo peduncolo, ha la forma rotonda simile a quella di una mela, mentre la polpa, con un’acidità bassa o inesistente, è compatta, succosa e croccante simile a quella delle pere. Il sapore è dolce e profumato, con tonalità leggermente alcoliche.
Esso si distingue per la caratteristica punteggiatura della buccia che è liscia o leggermente ruvida, di colore da dorato-bronzato a giallo verde, differente a seconda delle varietà.
La cina è tuttora il principale produttore di nashi al mondo, con una produzione annuale di 1.000.000 di tonnellate. Il secondo è il Giappone con 500.000 tonnellate, seguono poi la Corea del Sud, la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti.
In Italia la produzione resta marginale, ma noi pochi produttori lavoriamo per ottenere un prodotto di grande qualità.

Le varietà

Al mondo ne esistono più di cento varietà. Le due che meglio si adattano al nostro territorio e che noi abbiamo deciso di coltivare sono le varietà:

PIA’: dal colore bronzo arancio e con forma tonda leggermente allungata, di sapore gradevole, dolce e succosa, e di buona conservazione. Matura ad inizio settembre.

AKY: dal colore bronzo chiaro e con forma asimmetrica, di sapore dolce e succoso con polpa fine e vanigliata al palato e croccante. Di lunga conservazione. Matura a metà ottobre.

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Perché mangiare il nashi?

Perché anche se di origini molto antiche si adatta molto bene all’alimentazione dei giorni nostri, frutto dalle proprietà diuretiche e dietetiche, il suo alto contenuto di sali minerali lo rende particolarmente adatto a combattere lo stress della vita quotidiana.

Raccomandato per tutte le età, ottimo da gustare dopo il lavoro, lo studio, lo sport e quindi ad ogni momento della giornata quando ci si vuole dissetare in modo fresco e naturale.

Per meglio apprezzarne il sapore e le sue qualità dissetanti si consiglia una temperatura tra i 4 e 6 gradi.